il V2-Day del 25 Aprile Stampa
Giovedì 03 Luglio 2008 11:45

ATTENZIONE: IN HOME PAGE SONO PUBBLICATI I RIFERIMENTI DEGLI UFFICI MUNICIPALI IN CUI E' POSSIBILE ANDARE A FIRMARE IN ORARIO D'UFFICIO (PUBBLICO).

IL 2 GIUGNO CHIUDE UFFICIALMENTE LA RACCOLTA FIRME POST V2DAY.

I GRILLIROMANI SI AGGREGANO ALL'EVENTO REALIZZATO DA ARTISTI CONTRO LE GUERRE, PRESSO IL PONTE DI CASTEL SANT'ANGELO. ECCO IL PROGRAMMA DEGLI OSPITI COMPLETO!

Artists Against War
Un ponte di pace tra i 4 elementi
2 giugno 2008

 

La Rete Artisti contro le guerre è lieta di presentare i partecipanti della quinta edizione di "Artists Against War, Un Ponte di Pace tra i 4 Elementi", evento spettacolo che si terrà sul Ponte di Castel Sant'Angelo dalle 10:00 alle 24:00 del 2 giugno 2008!

Anime & Manga Cosplay

In collaborazione con la A.Na.Co. Roma (Associazione Nazionale Cosplay) ed i gruppi Cosking e Nerc dalla mattina (ore 10:30 circa) si terrà il raduno cosplayers con "Passeggiata sul Ponte monumentale degli Angeli", danze sui temi della j pop, interpretazioni e recita dei Personaggi, Giochi, Caccia al Tesoro, Musica, Video e Amv dedicati ai nostri Anime e Manga preferiti.
Per la realizzazione di tutti questi eventi, si ringrazia in modo particolare la Jaku Toys di Roma e Gianluca Devoto!

Gli Artisti

Edvino Ugolini il poeta triestino, Stella Cappellini sassofonista dalla Toscana, Loredana Morandi pittrice, Paolo Ragni scrittore, Gennaro Francione - il Giudice Drammaturgo e Anticopyright, Francesco De Cicco attore, Gemma Andreini attore, Franco Piri Focardi pittore e poeta, Alessandra Forte Cesselon attore, Rita Pietropaoli, Katia Zonno, Bruno Lanzalone, Tina Stati, Carmine Vitetta, Giovanni Giovannetti, Diego Petruzzi, Adriano Gandolfo, Ernesto Quartullo, Andrea Serafini, Stefania Maccari, gruppo Nerc Cosplay, gruppo Cosking Cosplay, Deva Capone writer, Gabriele Cigna, Simone Papi regista, Rosa Francesca Farina poetessa, Alessandro Langiu regista, Francesca Macrì attrice, Compagnia Teatrale Biancofango, da Torino il gruppo rock Acusma – Alessandro Suragni – Efisio Cambedda – Cosimo Sapane – Marco Di Palo – Emanuele Taverna; da roma il gruppo musicale PuraUtopia; Michelangelo Severgnini con un video girato in Iraq; Mario Palmieri attore, Chiara Alivernini attrice, Francesca Cataldo attrice, il poeta Pino De Marc e tanti altri ...

Le Associazioni

Sul ponte, con gli Artisti e gli Artisti Cosplay, saranno presenti gli stand di numerose ALTRE associazioni e movimenti:

GreenPeace: dove potrete trovare ampia informazione sulle battaglie internazionali per l'ambiente e per le specie animali a rischio di estinzione.

Ecoriflesso: il gioco da tavolo ambientalista, con il quale potrete divertirvi a "salvare il mondo" da cataclismi e inquinamento.

Scie Chimiche: avete presente quelle scie biancastre che solcano i nostri cieli? A Roma è nato un movimento spontaneo, che si prefigge lo scopo di studiarne la comparsa nei cieli, da chi e da cosa vengono prodotte e gli effetti sulla popolazione.

Campagna "Un Europa di Pace": la Comunità per lo Sviluppo Umano che si batte per eliminare le armi nucleari dal territorio europeo.

No al trasmettitore dello Scudo Stellare in Repubblica Ceca: La comunità che in Italia sostiene e aderisce allo sciopero della fame di protesta contro il National Missile Defence americano. L' NMD è un sofisticatissimo sistema satellitare di puntamento per i missili intercontinentali a testata nucleare. Da circa una settimana è presente a p.le Flaminio uno stand di informazione su questa campagna ove sono inoltre presenti i ragazzi che hanno aderito personalmente all'international hunger strike against NMD.

I Corvi: comunità universitaria del movimento umanista, che interverrà all'evento Artists Against War con musica e gioiosa follia.

Associazione Wael Zuaiter: che porterà le danze arabe della Terra Santa, la Dabka Palestinese.

Parteciperà inoltre l'Associazione ViviVitinia.

ALCUNI NUMERI DELLE RAGIONI DEL V2DAY

Ma quanti sanno che lo Stato finanzia il Corriere della Sera, rimpolpando gli utili degli azionisti della RCS con elargizioni calcolate, per un solo anno, in 23 milioni di euro?

E come commentare il fatto che gli italiani, tutti gli italiani, lavoratori e imprenditori, laici e cattolici, piemontesi e siciliani – oberati, tutti insieme e individualmente, dal più alto debito pubblico dell’Occidente (che nel 2006 ha sfondato il tetto dei 1.600 miliardi di euro) e da interessi sul debito colossali (ogni anno il 6% del PIL) – siano costretti a finanziare, fra gli altri il giornale della Confindustria con più di 19 milioni di euro l’anno, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana con più di 10 e il quotidiano della Fiat con 7 milioni di euro? La Mondadori, notoriamente, non ha un quotidiano. Si accontenta, diciamo così, di fare la parte del leone in edicola con i periodici e in libreria con i libri.

Come la prendereste se vi dicessero che, solo sotto forma di credito di imposta sulle spese sostenute per l’acquisto della carta in un anno, l’azienda di Silvio Berlusconi è stata da noi sostenuta con un contributo di 10 milioni di euro? E che in un solo anno risulta aver avuto dallo Stato uno sconto, per le spedizioni postali, di quasi 19 milioni di euro? Tutti conoscono Giuliano Ferrara e il suo Foglio, Vittorio Feltri e il suo Libero, Antonio Polito (poi sostituito da Paolo Franchi) e il suo Riformista. Pochi sanno che costoro possono fornire il loro esuberante apporto alla vita politica e istituzionale del Paese grazia al nostro diretto apporto economico. Insomma ci costano complessivamente più di 12 milioni di euro.

Ora che sono scomparsi compositori, linotipisti e impaginatori, lo stampatore è rimasto l'unico nei giornali a tenere alta la bandiera dell'arte tipografica. Si può immaginare, dunque, l'avvilimento dei rotativisti dell'Unità quando ogni notte sono costretti a produrre 16 mila copie di scarto per consentire alla Nuova Iniziativa Editoriale S.p.A. di incassare dallo Stato, solo con esse, 250 mila euro annui di contributi, che concorrono a quelli che complessivamente le spettano (6,5 milioni di euro) per il fatto di stamparne ogni notte 120 mila, anche se potrebbe mandarne in edicola solo 80 mila, visto che se ne vendono meno di 60 mila.

Una resa del 50% di copie non si era mai vista prima dell'avvento delle provvidenze per l'editoria. Ma si è visto e si vede anche di più, Europa, il quotidiano della Margherita, notoriamente vende sotto le 5 mila copie, diciamo molto sotto. Eppure, per incamerare più di 3 milioni di euro l'anno in pubblici contributi, la sua amministrazione deve farne stampare 30 mila copie. Sapendo perfettamente che fine faranno: al macero. Con quanti danni per l'erario, per la dignità professionale di tutte le persone coinvolte e persino per i boschi e per i polmoni dell'umanità, è facile immaginare.

...ex “movimenti” ora sedicenti cooperative. E cioè ventidue «quotidiani editi da cooperative costituite entro il 30 novembre 2001, già organi di movimenti politici». Si entrava in una galleria di testate più varie ed eterogenee, che erano riuscite ad acquisire il diritto ai contributi attraverso vie controverse. A cominciare da Libero (5.371.151,76) e dal Foglio (3.511.906,92). Quattro quotidiani, meno noti e meno diffusi di questi due, si aggiudicavano tutti la stessa bella cifra di 2.582.284,49 euro: Il Giornale d’Italia, Linea («giornale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore»), Torino Cronaca-Il Borghese e Roma. Per entità del contributo, seguivano un altro quotidiano napoletano, Il Denaro, con 2.238.168,15 e Il Riformista – più esattamente: «Nuovo Riformista (già) Le Ragioni del Socialismo» – con 2.179.597,05. Con poco meno (2.065.827,60) faceva la sua bella figura l’Opinione delle Libertà di Diaconale. Altri due corposi contributi risultavano assegnati al quotidiano cremonese La Cronaca (1.874999,72) e al Campanile Nuovo dell’UDEUR, il partito dell’ex DC Clemente Mastella (1.153.084).

Contributi più limitati andavano, fra gli altri: alla Gazzetta Politica dell’ex dirigente del PSI Claudio Signorile (516.456,90); a Metropoli Day, «settimanale di informazione che pubblica notizie di attualità politica, costume, eventi sportivi e culturali, attualità e tanto altro ancora che riguardano i Comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Poggio a Caiano, Calenzano, Signa e Lastra a Signa» (516.456,90); al settimanale Avvenimenti, fondato dall’ex deputato PCI Diego Novelli (451.992,60); ad Area, dell’Area Editoriale s.r.l. (451.992,60); alla Voce Repubblicana, organo del residuale PRI (203.694,45). Completavano la seconda categoria donazioni fra i 169 mila e i 10 mila euro al mensile Aprile della sinistra dei DS, al Patto dell’ex deputato DC Mario Segni, ad Angeli, a Cristiano Sociali News, a La Nuova Provincia (già) Città che Vogliamo e a Milano Metropoli. Nel 2004 l’esborso complessivo per questa categoria di testate sarà di 29 milioni 810 mila euro. Risulteranno assenti Il Giornale d’Italia e Il Patto. La rivista della Angeli Editrice diventerà Quotidiano Sociale di Angeli, passando da 91 mila a 516 mila euro.

...in pratica, monopolio di testate facenti capo, direttamente o indirettamente, alla Chiesa cattolica (diocesi, arcidiocesi, ordini religiosi, conventi, associazioni e opere pie, confraternite, ecc.). Fra i 106 «periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali ovvero da società il cui capitale sociale sia detenuto da cooperative, fondazioni o enti morali» si contavano sulla punta delle dita di una sola mano quelli editi da organizzazioni non cattoliche come l'Istituto Buddista e non religiose come l'ANMIL (Associazione dei Mutilati e Invalidi del Lavoro) e la Federazione Orticoltori. A primeggiare era la Società San Paolo. Fondata nel 1914 da don Giacomo Alberione, opera in trenta nazioni «e in molteplici campi di attività: editoria libraria, giornalistica, cinematografica, musicale, televisiva, radiofonica, audiovisiva, multimediale, telematica; centri di studio, ricerca, formazione, animazione».

I Paolini sono impegnati programmaticamente e sistematicamente «nella diffusione del messaggio cristiano utilizzando i mezzi che la tecnologia mette a disposizione dell'uomo di oggi per comunicare». E la Periodici San Paolo, in particolare, riusciva a utilizzare puntualmente anche i contributi messi a disposizione dallo Stato italiano, assommando con sei testate una cifra superiore al miliardo delle vecchie lire: Famiglia Cristiana (210 mila euro), Il Giornalino (210 mila), Jesus (49 mila), Vita Pastorale (34 mila), Famiglia Oggi (5 mila) e Letture (5 mila).

A parte la San Paolo, la gran parte delle testate di questa categoria si accontentavano di contribuzioni sotto i 50 mila euro: la più bassa in assoluto, meno di duemila euro, quella assicurata alla Impresa Tecnoeditoriale Lombarda per la Rivista Diocesana Milanese. Solo quindici riviste riuscivano ad aggiudicarsi un aiuto pubblico compreso fra i 50 mila e i 100 mila euro: L'amico del Popolo (102 mila), Città Nuova della Pia Associazione Maschile opera di Maria (94 mila), Toscana Oggi (89 mila), La Vita del Popolo dell'Opera San Pio X (82 mila), Corriere di Saluzzo (80 mila), Verona Fedele (74 mila), Il Popolo dell'Opera Odorico da Pordenone (65 mila), La Vita Cattolica (64 mila ), L'Azione della Diakonia Ecclesiale (63 mila), La Difesa del Popolo (61 mila), La Voce dei Berici della Diocesi di Vicenza (57 mila), Adista «fatti, notizie, avvenimenti su mondo cattolico e realtà religiose» (56 mila), La Voce del Popolo «settimanale di informazione della cultura cattolica di Brescia. Documenti e informazioni sulla Diocesi e sulla Curia Vescovile» ( 56 mila), Il Nuovo Rinascimento dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (52 mila) e La Valsusa della Stampa Diocesana Segusina (51 mila). Nel 2004 queste testate passeranno da 106 a 115, per una contribuzione complessiva di 3 milioni 674 mila.

Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L'albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell'epoca.

Nel 1963 l'albo divenne, con una nuova legge, ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: "è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede".

Einaudi scrisse: "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell'albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti".

Berlinguer aggiunse: "Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".

L'informazione è libera e l'ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno; il loro unico punto di riferimento è il lettore.
La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.
La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:

- non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi;
- non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatori – proporzionati (poi ha finito gli aggettivi).

La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e dell'Avvocato Generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
Ci aspettiamo che si faccia applicare la sentenza senza invocare la NATO e l'ONU. Ma siamo sicuri che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge.

Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile; va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.


Fonte: Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri